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Candidatura comitato GISO Svizzera

Care compagne e cari compagni
“Divide et impera” scrivevano i Romani oltre duemila anni fa. È tuttora attuale la strategia secondo cui il migliore espediente di una tirannide per controllare e governare un popolo è dividerlo, provocando rivalità e incoraggiando discordie. Negli ultimi anni abbiamo visto l’acuirsi del conflitto tra “noi”, gli Svizzeri, gli europei e più in generale gli occidentali e “loro”, quelli che vengono nella nostra Patria per rubarci il lavoro e cancellare il nostro patrimonio culturale. Questo conflitto regna sia a livello globale, tra sud e nord del mondo, che a livello locale, per esempio tra il Ticino e l’Italia con i suoi frontalieri. Esclamazioni come “islamizzazione strisciante”, “svendita del passaporto” e “invasione”, usate dai media borghesi e dai politici neoliberali, aiutano a diffondere l’idea che il vero nemico sia lo straniero. Le paure esistenziali dei cittadini e delle cittadine – giustificate sì, ma non causate dagli stranieri – sono terreno fertile per l’ascesa dei movimenti nazionalisti, che hanno saputo cogliere questi timori e sfruttarli elettoralmente.
Come movimento socialista abbiamo il compito di dimostrare che il problema non è la migrazione, bensì il capitalismo, che a sua volta causa i cosiddetti movimenti migratori. I confini statali sono un costrutto arbitrario che serve a tutelare gli interessi del capitale. La concorrenza economica tra gli Stati nazionali viene usata come giustificazione per smantellare i “costosi” stati sociali, eliminare le tutele dei lavoratori e delle lavoratrici e produrre a scapito della protezione ambientale, permettendo così la realizzazione di enormi profitti accumulati nelle mani di pochi. Pur di raggiungere profitti ancora maggiori, si è disposti a commerciare con dittature e iniziare conflitti armati per il controllo di risorse naturali, che verranno successivamente sovrasfruttate causando siccità e cambiamenti climatici. Così facendo, si costringono milioni di persone ad abbandonare il proprio paese in cerca di un nuovo inizio lontano da bombe e carestie. Alcune di queste persone arrivano poi in Europa, dove li accusiamo di voler rubare una fetta del nostro benessere economico quando in verità stanno fuggendo dalla miseria che noi abbiamo creato.

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Per anni la Sinistra ha lasciato campo libero alla destra permettendo loro di avere il monopolio sul tema migratorio. Più la destra ci attaccava dicendo che siamo “buonisti” e “spalancatori di frontiere”, più stavamo in silenzio per paura di perdere consensi. Come Sinistra non possiamo lasciare il tema al monopolio mediatico della destra, ma dobbiamo reagire e mostrare che il vero nemico è il capitalismo. La divisione non è tra svizzeri e stranieri, ma tra salariati e capitalisti: da una parte c’è la stragrande maggioranza della popolazione costretta a lavorare per sopravvivere, mentre dall’altra c’è una piccola minoranza che dispone di somme talmente elevate da poter far lavorare i propri soldi per loro, ottenendo interessi e dividendi in modo da vivere soltanto di rendita. I capitalisti creano divisioni arbitrarie mettendo in concorrenza i lavoratori e le lavoratrici di vari Stati nazionali, consapevoli che l’unione internazionale di tutti i salariati sarebbe in grado di ribaltare l’ordine economico esistente e privarli dei loro privilegi. L’iniziativa 99% che lanceremo nei prossimi mesi vuole mostrare proprio questa divisione tra salariati e capitalisti, e tematizzare la distribuzione totalmente iniqua di patrimoni in Svizzera. Si tratta di una discussione fondamentale in grado di tematizzare il problema di fondo dell’ordine capitalista nell’opinione pubblica, come Sinistra abbiamo quindi il compito di portarla avanti con forza!

Candidandomi per il comitato direttivo, vorrei aiutare la Gioventù Socialista Svizzera in questa grandiosa sfida. Grazie per sostenermi!

Saluti solidali,
Laura

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