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Vera ridistribuzione ora!

Precariato, salari insufficienti, crescente rischio povertà, assistenza sociale, aumento degli affitti e dei premi di cassa malati: questa è la realtà quotidiana per molti e molte ticinesi. Dall’altra parte i guadagni delle grandi imprese e i bonus dei manager sono esplosi, le 300 persone più ricche hanno accumulato 674 miliardi di franchi e il 40% della ricchezza totale in Svizzera è in tasca all’1% più benestante. Mentre i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri diventano più numerosi.

Responsabile di questa evoluzione è anche la politica fiscale decisa dalla maggioranza borghese, che ha introdotto una maggiore pressione fiscale sui redditi bassi e medio-bassi, sgravando allo stesso tempo la classe salariale e patrimoniale superiore.

Con la scusa della concorrenza fiscale e della competitività internazionale e intercantonale, le persone particolarmente facoltose e le grandi imprese godono di importanti privilegi fiscali, riuscendo così ad accumulare una ricchezza sempre più consistente. Le conseguenze di questa politica non si limitano unicamente alla concentrazione patrimoniale, ma causano indirettamente anche lo smantellamento di prestazioni nella sanità, nella formazione e nella socialità; ripercussioni delle insufficienti entrate dello Stato dovute agli sgravi fiscali. Tagli che a loro volta contribuiscono ad aumentare le disuguaglianze. Bisogna perciò fermare questo circolo vizioso, abolendo i privilegi fiscali esistenti e non introducendone di nuovi.

Come Gioventù Socialista abbiamo lanciato sei mesi fa l’iniziativa 99%, che propone di abolire alcuni dei privilegi fiscali di cui godono i cosiddetti redditi da capitale, come ad esempio i dividendi. Al contrario di ciò che avviene per ogni franco guadagnato con lo stipendio, tassato nella misura del 100%, ogni franco che viene guadagnato come dividendo – cosa che si può tra l’altro fare solo possedendo delle azioni e quindi un patrimonio – viene considerato imponibile unicamente al 60%, quindi in questo caso solo 60 centesimi. Per il fisco i restanti 40 centesimi non esistono. Dei 117 milioni di dividendi che la Consigliera nazionale Magdalena Martullo-Blocher ha ricevuto l’anno scorso, solamente 70 milioni verranno presi in considerazione nel calcolo dell’imponibile, mentre i restanti 47 milioni non verranno tassati. Ma non solo: sulla parte di utili aziendali versati attraverso i dividendi non si paga nemmeno l’AVS, il pilastro più importante della nostra politica sociale.

Non basta unicamente abolire i privilegi fiscali esistenti, ma bisogna anche evitare di introdurne di nuovi come propone di fare attualmente il Governo ticinese con l’avvallo del Parlamento. La riforma fiscale prevede 52 milioni di sgravi alle classi più benestanti e alle grandi imprese, a cui seguiranno ulteriori tre pacchetti di regali fiscali. Combattere le disuguaglianze e ridistribuire meglio la ricchezza è per noi giovani un punto centrale. Il 29 aprile abbiamo la possibilità di dire basta a questa ridistribuzione dal basso verso l’alto e di correggere la politica fiscale dominante: diciamo NO alla riforma fiscale!

Laura Riget, comitato Gioventù Socialista Svizzera
Articolo apparso su InfoVotazioni del PS Ticino. 

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