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Il compito della politica

Una delle domande che da sempre la società si pone è quali siano i compiti della politica e dello Stato. Una questione apparentemente complessa che a mio parere si può sintetizzare nell’obiettivo di garantire a tutti i cittadini e le cittadine una vita dignitosa. Vita dignitosa innanzitutto a livello di bisogni materiali: è compito della politica garantire salari dignitosi, sostegno per anziani, disabili e persone in maternità, un sistema formativo di eccellente qualità, nonché un sistema sanitario accessibile e una rete di trasporti pubblici efficiente.

Il compito della politica non dovrebbe però limitarsi a ciò, ma dovrebbe assicurare delle condizioni per una vita dignitosa e autorealizzata in tutti gli ambiti, anche in quelli che di primo acchito appaiono privati. Tra questi è necessario garantire pari opportunità a tutti e tutte, indifferentemente dal colore della pelle, dalle condizioni economiche, dall’identità e orientamento sessuale e dalla religione. Oppure ancora, garantire prospettive future per noi giovani: dal profilo professionale, certamente, ma anche di poter avere un’alta qualità di vita su un pianeta che soffre sempre di più del sistema economico attuale basato sull’idea della crescita eterna.

La politica della maggioranza borghese non è orientata a questi obiettivi, ma preferisce proteggere i lauti profitti di pochi fortunati, coprendosi gli occhi di fronte alla sofferenza dei lavoratori precari, dei disoccupati, dei pensionati che vivono unicamente della misera rendita AVS e di noi giovani che ci vediamo tagliare le borse di studio e che veniamo troppo spesso sfruttati durante apprendistati e stage.

È stata la consapevolezza del bisogno di cambiamento di questo Cantone a spingermi a impegnarmi in politica e a candidarmi a queste elezioni: voglia di cambiare questo Cantone in cui troppe persone fanno fatica ad arrivare alla fine del mese; in cui sessismo e razzismo sono all’ordine del giorno; in cui i costi sanitari e gli affitti stanno strozzando il ceto medio; in cui la qualità di vita sta calando drasticamente. Il cambiamento è possibile e l’alternativa c’è.

Articolo apparso il 23 gennaio su Ticinonews

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