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Iniziative cantonali per limitare la spesa sanitaria – Intervento

Ecco il mio intervento a nome del Gruppo Socialista in merito alle tre iniziative cantonali ai fini di migliorare la procedura di approvazione e l’adeguatezza dei premi malattia. 

Egregio Presidente,
Rappresentanti del Consiglio di Stato
Colleghe e colleghi

Da anni i premi di cassa malati sono in cima alla lista delle preoccupazioni dei cittadini e delle cittadine svizzere. Non sorprende considerando da una parte l’aumento dei premi anno dopo anno, e dall’altra parte gli importanti tagli ai sussidi portati avanti dalla maggioranza borghese in diversi Cantoni, tra cui il Ticino. Quasi 24’000 ticinesi hanno perso il diritto ai sussidi di cassa malati, quale conseguenza dei tagli messi in vigore nel 2015 (dall’ammontare di circa 30 milioni di Fr.) e poi di nuovo nel 2017.

Come Partito Socialista abbiamo sempre sottolineato l’importanza di agire in maniera determinata sui due fronti, limitando l’onere dei premi cassa malati sul budget delle economie domestiche da una parte e contenendo l’esplosione dei costi sanitari dall’altra. Queste tre iniziative cantonali che discutiamo oggi sono una prima risposta al problema del contenimento della spesa. Concordiamo con il Consiglio di Stato e la commissione della sanità e della sicurezza sociale che queste iniziative cantonali volte a modificare la legge federale sulla vigilanza sull’assicurazione malattie contribuiscono a garantire una miglior adeguatezza tra i premi cassa malati e i costi delle prestazioni che essi vanno coprire. Si tratta di un primo passo necessario – che come spiegherò dopo – avrebbe però potuto e dovuto esser fatto già prima, ma che da solo non basterà per diminuire effettivamente i premi cassa malati, che anche in Ticino pesano in maniera importante sul budget delle economie domestiche, soprattutto in un Cantone nel quale i redditi e i salari sono più bassi che nel resto della Svizzera di fronte a premi cassa malati paragonabili se non addirittura più alti. Ecco perché come gruppo socialista abbiamo presentato un’iniziativa parlamentare per limitare i premi cassa malati al 10% del reddito disponibile. Iniziativa che mi auguro possa essere trattata in tempo brevi dal parlamento.

Tornando al rapporto, reputiamo di particolare importanza la seconda proposta del messaggio governativo, ossia di fissare dei paletti legislativi chiari per la restituzione delle riserve eccessive nell’assicurazione malattia. Quello delle riserve in eccesso è un problema conosciuto e discusso da tempo: come Partito Socialista concordiamo pienamente che si devono limitare le riserve delle casse malati, attualmente ben al di sopra del limite legale necessario, garantendo più trasparenza nel calcolo dei costi e dei premi. Come sottolinea anche il Consiglio di Stato nel suo messaggio, nella proposta iniziale di modifica della Legge federale sulla vigilanza sull’assicurazione malattie, e più precisamente nella relativa ordinanza, si voleva definire le riserve eccessive quando erano superiori al 200% del limite legislativo, ma durante la discussione parlamentare è stata adottata una formulazione più generica. Come mai? Erano stati proprio gli esponenti del centrodestra a fare pressione per privilegiare una formulazione meno incisiva. Fa quindi piacere che, perlomeno a livello ticinese, i partiti borghesi ci hanno ripensato e sembrerebbero ora voler fissare un limito massimo addirittura al 150%. Speriamo che riuscirete a convincere anche i vostri colleghi oltralpe a sostenere questo limite, altrimenti questi esercizi delle iniziative cantonali che il Canton Ticino presenta ben più frequentemente degli altri Cantoni, sono parole vuote che non aiuteranno le famiglie in difficoltà che si sono visti tagliare i sussidi.

Anche la terza iniziativa cantonale tocca un tema già noto e del quale si erano già occupati, invano, i rappresentanti socialisti alle camere federali. Quello della “compensazione effettiva dei premi incassati in eccesso”. Come si sa il Parlamento federale aveva trovato un compromesso nell’ambito della legge sulla sorveglianza sull’assicurazione malattia che prevede appunto una compensazione parziale. In proposito chiedo quindi al Consigliere di Stato de Rosa che contatti ha avuto con i rappresentanti dei Cantoni e con la deputazione ticinese alle camere federali per far sì che queste iniziative non rimangono ancora una volta pura espressione del Ticino ma raccolgano un consenso trasversale alle camere federali .

Ben venga infine che con la prima proposta di iniziativa cantonale “più forza ai Cantoni“ si chieda che i Cantoni possano avere più informazioni e quindi un ruolo più incisivo per quanto riguarda la determinazione dei premi, ma questo ci porta al secondo punto che come Partito Socialista ci teniamo a rimarcare: in un sistema federalista come il nostro, le competenze – anche in ambito di politica sanitaria – sono divise tra più livelli. È vero che alcune competenze, come appunto quella riguardo le riserve eccessive e della compensazione dei premi incassati in eccesso, sono di materia federale; ma molte altre competenze sono in mano al Cantone e quindi a noi colleghe e colleghi. Abbiamo assistito con piacere alla chiara reazione da parte del direttore del DSS di fronte all’ennesimo aumento dei premi di cassa malati, che ha colpito il nostro Cantone di più rispetto agli altri. “Aumenti inaccettabili” ha dichiarato il Consigliere di Stato De Rosa lo scorso settembre, presentando subito dopo queste tre iniziative cantonali poi approvate rapidamente all’unanimità dalla commissione della sanità e della sicurezza sociale. Come Partito Socialista speriamo quindi che in futuro, anche negli ambiti di competenza cantonale che permetterebbero di contenere i costi sanitari, ci sia la stessa volontà politica della maggioranza di fare passi avanti, e soprattutto con la stessa celerità. In primis approvando l’iniziativa popolare per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere e secondariamente facendo una seria riflessione sulle cliniche private, la cui concorrenza di facciata fa levitare i costi in maniera non indifferente. Una riflessione importante quest’ultima che dovrà sfociare nella prossima tappa della pianificazione ospedaliera. Anche l’iniziativa popolare per “cure mediche e ospedaliere di prossimità”, da tempo pendente davanti in commissione sanitaria, permetterà – grazie a un rafforzamento delle cure di base – di contenere i costi sanitari garantendo la qualità delle cure. È noto infatti che il 90% delle patologie possono essere adeguatamente trattate dai medici di base e che per prendere a carico patologie croniche è importante poter disporre di una buona rete di cure infermieristiche e di base. E infine, per poter agire veramente sui premi a livello cantonale lo si può fare dando seguito come parlamento all’iniziativa parlamentare che abbiamo presentato come PS per limitare i premi al 10% del reddito, di cui ho parlato pocanzi.

Non possiamo infatti dimenticare che la responsabilità politica di questa situazione non è unicamente federale, ma anche cantonale e quindi nostra. Sottolineando questa considerazione, come gruppo socialista sosteniamo il rapporto commissionale e quindi le iniziative cantonali. Grazie per l’attenzione.

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