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Allarme clima: bisogna agire ora!

“Un ottobre senza precedenti”: così Meteo Svizzera definisce le temperature di questo mese, il più caldo dall’inizio delle misurazioni sistematiche 150 anni fa. Purtroppo stagioni, mesi o anche giornate come quella odierna con temperature da record non sono più l’eccezione, ma stanno diventando la regola. Il cambiamento climatico sta avvenendo con tutta la sua forza, portando con sé conseguenze visibili e altre meno, perlomeno da noi. Guardandoci attorno, nel nostro Cantone si notano subito i prati con l’erba secca, i letti dei fiumi quasi asciutti e il sole splendente che giorno dopo giorno appare nel cielo azzurro. Il livello del mare che si alza, gli uragani di potenza storica, la desertificazione di quelli che fino a poco tempo fa erano campi coltivati, lo scioglimento dei ghiacciai: queste e molte altre conseguenze non sono visibili da noi, ma questo non dovrebbe farci ignorare ciò che sta avvenendo.

Qualche settimana fa il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite ha pubblicato un nuovo rapporto sulla situazione del riscaldamento globale, secondo il quale il superamento della soglia di 1,5°C di riscaldamento globale potrebbe portare a conseguenze catastrofiche per il pianeta. Il rapporto, che si basa sui contributi e sulle revisioni di oltre novanta esperti provenienti da 40 paesi, abbassa quindi il cosiddetto “livello di sicurezza”, che prima si pensava si attestasse sui 2°C. Si parla in entrambi i casi della differenza di temperatura media globale rispetto ai livelli del periodo pre-industriale. La differenza di mezzo grado centigrado auspicata, pur sembrando marginale, contribuirebbe a limitare sensibilmente lo scioglimento dei ghiacciai e di conseguenza l’innalzamento del livello del mare, abbasserebbe le probabilità che le zone artiche rimangano senza ghiaccio e salverebbe buona parte delle barriere coralline, destinate invece a scomparire con un innalzamento della temperatura globale di 2°C.

Questo rapporto sottolinea ancora una volta l’urgenza di misure incisive per limitare il riscaldamento climatico, contribuendo così a ridurne gli effetti a lungo termine sull’ambiente e, in alcuni fortuiti casi, a scongiurare quelli irreversibili. Se l’impegno di ogni individuo è fondamentale, limitando i propri consumi e sprechi personali, è innegabile che i contributi dei singoli non basteranno a risolvere il problema e che un intervento della politica è necessario. È compito della politica introdurre divieti e incentivi, che a breve termine verranno poco apprezzati, ma che sono fondamentali per una visione a lungo termine che guarda al benessere delle prossime generazioni. Siamo di fronte a un’emergenza che richiede lo sforzo collettivo di tutti noi, superando gli steccati partitici e i confini nazionali. Solo così garantiremo un futuro al nostro pianeta.

Articolo apparso il 24 ottobre su Ticinonews

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