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Politica dell’alloggio: occorre agire!

Negli ultimi due decenni le pigioni sono aumentate del 24%, in alcune zone sono addirittura raddoppiate. Le famiglie con redditi medio-bassi, gli anziani e gli invalidi si ritrovano a spendere fino a un terzo del proprio budget in affitti e sono spesso costretti a trasferirsi in periferia per poter accedere a pigioni moderate. È quindi evidente che il mercato immobiliare necessiti una maggiore regolamentazione, poiché la mancanza di alloggi accessibili crea grandi difficoltà per i ceti meno abbienti, che si ritrovano con le tasche sempre più vuote, complice anche il continuo aumento dei costi della salute.

Per arginare questo problema, diversi anni fa è stato lanciato il progetto del Piano cantonale dell’alloggio, il quale ha come obiettivi l’istituzione di un centro di competenza nel campo dell’alloggio a pigione moderata, la promozione di organizzazioni di utilità pubblica e la costituzione di un credito quadro di 80 milioni di franchi su 10 anni al fine di favorire la realizzazione di alloggi. Il Piano cantonale dell’alloggio è però fermo da troppi anni malgrado il termine di consultazione per il progetto fosse nel 2015 e nonostante l’interpellanza del 2017 del gran consigliere PS Raoul Ghisletta che chiedeva delucidazioni in merito. Sembra però che qualcosa si stia finalmente muovendo: il governo ha recentemente annunciato l’arrivo dell’osservatorio dell’alloggio nel corso del 2019 che, in collaborazione con la SUPSI, si occuperà di analizzare e proporre soluzioni riguardanti la situazione del mercato immobiliare ticinese, proponendo anche misure concrete nell’ambito degli alloggi a pigione moderata.

Resta comunque necessario un impegno politico a tutto campo per arginare il problema dell’aumento delle pigioni, affrontato da diversi proposte lanciate o sostenute dal Partito Socialista. Pensiamo all’iniziativa popolare comunale promossa a Lugano nel 2012, che chiedeva di riattivare la costruzione di alloggi a prezzi accessibili, alla quale dopo tre lunghi anni è stato finalmente presentato un controprogetto. A livello cantonale, tramite una mozione della parlamentare PS Pelin Kandemir Bordoli, è stato invece proposto l’introduzione di un formulario ufficiale a inizio locazione, respinta però dalla maggioranza borghese in parlamento e successivamente rilanciata dall’Associazione Inquilini della Svizzera Italiana nella forma di iniziativa cantonale. Questo formulario fornirebbe ai nuovi inquilini informazioni riguardanti la pigione dei locatari precedenti, così da avere più trasparenza nel caso ci fossero aumenti dell’affitto. A livello federale è invece pendente un’iniziativa per aumentare il sostegno dello Stato ad alloggi a pigione moderata.

Molte di queste proposte sono ferme in un qualche cassetto, mentre la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. È quindi fondamentale e urgente un impegno da parte di tutti i partiti per affrontare questa problematica, poiché abitare in un alloggio dignitoso che non prosciughi tutto lo stipendio dovrebbe essere un diritto imprescindibile in una società giusta.

Articolo apparso su La Regione il 2 aprile 2019. 

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